EUROPE – The European Economic Community (EEC)


Vignette
1. “Il Tempo” (dal “The Economist”), 1° maggio 1972
2. Giorgio Forattini, “La Repubblica”, 23 novembre 1978
3. Angese (Sergio Angeletti), “Paese Sera”, 28 novembre 1978
4. Giorgio Forattini, “La Repubblica”, 2 dicembre 1978
5. Giorgio Forattini, “La Repubblica”, 9 dicembre 1978
6. Giulio Boccacci, “Stato precario”, marzo 1979
7. Filippetta, “Puglia”, 9 aprile 1985
8. Emilio Giannelli, “La Repubblica”, 30 giugno 1985
9. Folco, “Il Giornale d’Italia”, 17 aprile 1986
10. Ugo Marantonio, “Il Resto del Carlino”, 28 novembre 1989
11. Emilio Giannelli, “Panorama”, 22 luglio 1990
12. Origone Agostino – Origone Franco, “La Provincia”, 2 agosto 1990
13. Alfio Krancic, “Il Secolo d’Italia”, 27 ottobre 1990
Personaggi presenti nelle vignette
Giulio Andreotti, presidente del Consiglio dei ministri (nn. 1-6, 10-13), ministro degli Affari esteri (nn. 7-9)
Willy Brandt, cancelliere della Repubblica Federale di Germania (n. 1)
Edward Heath, primo ministro del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (n. 1)
George Pompidou, presidente della Repubblica Francese (n. 1)
Elisabetta II, regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (n. 2)
Valéry Giscard d’Estaing, presidente della Repubblica Francese (n. 5)
Helmut Schmidt, cancelliere della Repubblica Federale di Germania (n. 5)
Bettino Craxi, presidente del Consiglio dei ministri (n. 8)
Felipe González, presidente del Governo di Spagna (nn. 8, 11)
Helmut Kohl, cancelliere della Repubblica Federale di Germania (nn. 8, 11)
François Mitterrand, presidente della Repubblica Francese (nn. 8, 11)
Margaret Thatcher, primo ministro del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (nn. 8, 11)
Michail Gorbačёv, segretario generale del Partito comunista dell’Unione Sovietica (n. 10)
Achille Occhetto, segretario del Partito comunista italiano (n. 11)
Gianni De Michelis, ministro degli Affari esteri (n. 13)
Contesto
Il processo di integrazione europea, iniziato nel 1957 con la firma dei Trattati di Roma, ha sempre avuto in Andreotti un convinto sostenitore.
Nel 1972 il primo governo Andreotti decise l’adesione dell’Italia al cosiddetto “serpente monetario” (l’accordo che fissava un margine di fluttuazione predeterminato e ridotto tra le valute comunitarie e tra queste e il dollaro) e si adoperò perché vi aderisse anche il Regno Unito. Lo stesso Andreotti, tuttavia, dovette poi stabilire l’uscita dell’Italia dal serpente per la debolezza della lira determinata dalla crisi petrolifera del 1973.
Nel 1979 fu Andreotti a decretare l’entrata dell’Italia nel Sistema monetario europeo, applicando quello che sarebbe stato poi definito il “vincolo esterno”: il ricorso agli impegni internazionali per far accettare nel Paese politiche di austerità altrimenti difficilmente proponibili.
Alla metà degli anni Ottanta si impegnò a fondo per l’ingresso nella Comunità economica europea della Spagna e del Portogallo, che portò a 12 il numero degli Stati membri e alla fine di quel decennio fu tra i fautori di una nuova politica comunitaria verso l’Est, secondo il progetto di Michail Gorbačёv di una “casa comune europea”.
Nel semestre di presidenza italiana, nel 1990, il governo Andreotti promosse la convocazione di una conferenza intergovernativa sulla integrazione politica, che avrebbe dovuto affiancarsi a quella già prevista per l’attuazione dell’unione monetaria, con la sempre più concreta prospettiva dell’adozione di una moneta unica europea. Fu la strada che condusse nel 1992 alla nascita dell’Unione europea, con la firma del Trattato di Maastricht.
Fonti presso l’Archivio Giulio Andreotti
serie Europa
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English version
1. “Il Tempo” (from “The Economist”), 1 May 1972
2. Giorgio Forattini, “La Repubblica”, 23 November 1978
3. Angese (Sergio Angeletti), “Paese Sera”, 28 November 1978
4. Giorgio Forattini, “La Repubblica”, 2 December 1978
5. Giorgio Forattini, “La Repubblica”, 9 December 1978
6. Giulio Boccaccio, “Stato precario”, March 1979
7. Filippetta, “Puglia”, 9 April 1985
8. Emilio Giannelli, “La Repubblica”, 30 June 1985
9. Folco, “Il Giornale d’Italia”, 17 April 1986
10. Ugo Marantonio, “Il Resto del Carlino”, 28 November 1989
11. Emilio Giannelli, “Panorama”, 22 July 1990
12. Origone Agostino – Origone Franco, “La Provincia”, 2 August 1990
13. Alfio Krancic, “Il Secolo d’Italia”, 27 October 1990
CHARACTERS FEATURED IN THE SATIRICAL VIGNETTES
Giulio Andreotti, President of the Council of Ministers (nos. 1-6, 10-13); Minister of Foreign Affairs (nos. 7-9)
Willy Brandt, Chancellor of the Federal Republic of Germany (n. 1)
Edward Heath, Prime Minister of the United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland (no. 1)
George Pompidou, President of the French Republic (n. 1)
Elizabeth II, Queen of the United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland (No. 2)
Valéry Giscard d’Estaing, President of the French Republic (n. 5)
Helmut Schmidt, Chancellor of the Federal Republic of Germany (no. 5)
Bettino Craxi, President of the Council of Ministers (n. 8)
Felipe González, President of the Government of Spain (nos. 8, 11)
Helmut Kohl, Chancellor of the Federal Republic of Germany (nos. 8, 11)
François Mitterrand, President of the French Republic (nos. 8, 11)
Margaret Thatcher, Prime Minister of the United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland (nos. 8, 11)
Mikhail Gorbachev, General Secretary of the Communist Party of the Soviet Union (no. 10)
Achille Occhetto, Secretary of the Italian Communist Party (n. 11)
Gianni De Michelis, Minister of Foreign Affairs (n. 13)
CONTEXT
The process of European integration, which began in 1957 with the signing of the Treaties of Rome, has always had a staunch supporter in Andreotti.
In 1972 the first Andreotti government decided for Italy to join the so-called “monetary snake” (the agreement that established a predetermined and reduced margin of fluctuation between community currencies and between these and the dollar) and worked to ensure that it also joined The UK. Andreotti himself, however, then had to decide on Italy’s exit from the snake due to the weakness of the lira caused by the 1973 oil crisis.
In 1979, it was Andreotti who decreed Italy’s entry into the European Monetary System, applying what would later be defined as the “external constraint”: the use of international commitments to make the country accept austerity policies that would otherwise be difficult to propose.
In the mid-eighties, he worked hard for the entry of Spain and Portugal into the European Economic Community, which brought the number of member states to 12 and at the end of
that decade he was among the proponents of a new community policy towards East, according to Mikhail Gorbachev’s project of a “common European home”.
During the semester of the Italian presidency, in 1990, the Andreotti government promoted the convening of an intergovernmental conference on political integration, which should have accompanied the one already planned for the implementation of monetary union, with the increasingly concrete prospect of the adoption of a single European currency. It was the road that led to the birth of the European Union in 1992, with the signing of the Maastricht Treaty.
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