INTERNATIONAL CRISIS – The Middle East


Vignette
1. Giorgio Forattini, “La Repubblica”, 1° dicembre 1976
2. Alberto Fremura, “La Nazione”, 7 agosto 1977
3. Angese (Sergio Angeletti), “Paese Sera”, 11 gennaio 1978
4. Ugo Marantonio, “Il Gazzettino”, 8 novembre 1983
5. Melanton (Antonio Mele), “Quotidiano di Lecce”, 18 dicembre 1983
6. Oscar Galliano, “L’Unione Monregalese”, 13 dicembre 1984
7. Giorgio Forattini, da Giorgio Forattini, Nudi alla meta, Milano, Mondadori, 1985
8. Ugo Sajini, “La Provincia Pavese”, 24 aprile 1986
9. Emilio Giannelli, “La Repubblica”, 1° febbraio 1987
10. Ugo Marantonio, “Il Gazzettino”, 6 aprile 1990
Personaggi presenti nelle vignette
Giulio Andreotti, presidente del Consiglio dei ministri (nn. 1-3, 10), ministro degli Affari esteri (nn. 4-9)
Khalid bin Abdulaziz Al Saud, re dell’Arabia Saudita (n. 2)
Moshe Dayan, ministro degli Affari esteri d’Israele (n. 3)
Hafiz al-Asad, presidente della Repubblica Araba di Siria (n. 4)
Yasser Arafat, presidente dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (n. 6)
Amin Gemayel, presidente della Repubblica Libanese (n. 7)
Ronald W. Reagan, presidente degli Stati Uniti d’America (n. 9)
Bettino Craxi, presidente del Consiglio dei ministri (nn. 6, 10)
Francesco Cossiga, presidente della Repubblica Italiana (n. 10)
Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla), papa (n. 10)
Contesto
La politica estera italiana ha sempre dedicato la massima attenzione allo scenario del Mediterraneo e del Medio Oriente. Anche se attenta alla tutela di interessi strategici ed economici, l’Italia, per ragioni di vicinanza geografica, storica e culturale ha sempre avuto un interesse naturale a promuovere la sicurezza, la stabilità ed a riconoscere come esigenza primaria la pacificazione di quell’area, perennemente sconvolta dal conflitto fra Paesi arabi e Israele e fra Israele e i palestinesi.
In particolare Giulio Andreotti, come ministro degli Affari esteri e come presidente del Consiglio dei ministri, si impegnò fortemente per mantenere aperti canali di comunicazione fra l’Occidente (in special modo gli Stati Uniti d’America) e il mondo islamico, anche nelle sue frange e nei suoi esponenti più radicali, come il leader palestinese Arafat, il presidente siriano Hafiz al-Asad o il libico Gheddafi.
La sua apertura gli suscitò non poche critiche (fu addirittura soprannominato “Andreotti l’arabo”), ma in realtà, egli operò nella convinzione che fosse necessario trovare una soluzione negoziata che conciliasse, con le esigenze palestinesi, il diritto dello Stato di Israele a vivere in sicurezza, secondo il principio “due popoli, due Stati”. Fu lui stesso a definire “di equivicinanza” il suo atteggiamento nei confronti di Israele e del mondo arabo-palestinese.
Fonti presso l’Archivio Giulio Andreotti
prat. 312 Israele e Palestina
prat. 323 Stati Uniti d’America
prat. 1066 Arabia Saudita
prat. 1357 Libano
prat. 1968 Siria
Visita l’Archivio Giulio Andreotti
English version
1. Giorgio Forattini, “La Repubblica”, 1st December 1976
2. Alberto Fremura, “La Nazione”, 7th August 1977
3. Angese (Sergio Angeletti), “Paese Sera”, 11th January 1978
4. Ugo Marantonio, “Il Gazzettino”, 8th November 1983
5. Melanton (Antonio Mele), “Quotidiano di Lecce”, 18th December 1983
6. Oscar Galliano, “L’Unione Monregalese”, 13th December 1984
7. Giorgio Forattini, from Giorgio Forattini, Nudi alla meta, Milan, Mondadori, 1985
8. Ugo Sajini, “La Provincia Pavese”, 24th April 1986
9. Emilio Giannelli, “La Repubblica”, 1st February 1987
10. Ugo Marantonio, “Il Gazzettino”, 6th April 1990
CHARACTERS FEATURED IN THE SATIRICAL VIGNETTES
Giulio Andreotti, President of the Council of Ministers (n. 1-3, 10); Minister of Foreign Affairs (n. 4-9)
Khalid bin Abdulaziz Al Saud, King of Saudi Arabia (n. 2)
Moshe Dayan, Minister of Foreign Affairs of Israel (n. 3)
Hafiz al-Asad, President of the Arab Republic of Syria (n. 4)
Yasser Arafat, Chairman of the Palestine Liberation Organization (nn. 6, 10)
Amin Gemayel, President of the Lebanese Republic (n. 7)
Ronald W. Reagan, President of the United States of America (n. 9)
Bettino Craxi, President of the Council of Ministers (n. 6)
Francesco Cossiga, President of Italian Republic (n. 10)
John Paul II (Karol Wojtyla), Pope (n. 10)
CONTEXT
The Italian foreign policy has relentlessly paid the utmost attention to the Mediterranean and Middle East scenario. Although attentive to the protection of strategic and economic interests, Italy has always had a natural interest in promoting security, stability and in recognising the primary need for peacemaking in that area for geographical, historical, and cultural proximity reasons. The area has constantly been shaken by the conflict between Arab countries and Israel and between Israel and the Palestinians.
In particular, Giulio Andreotti, as Minister of Foreign Affairs and Prime Minister, was strongly committed to keeping communicating channels open between the West – especially the United States of America – and the Islamic world, even in its most
radical groups and exponents, such as the Palestinian leader Arafat, the Syrian President Hafiz al-Asad or the Libyan Gaddafi.
His openness drew considerable criticism – he was even given the nickname “Andreotti l’arabo”, Andreotti the Arab – but in reality, he was convinced that it was necessary to find a negotiated solution that would reconcile the Palestinian needs with the right of the State of Israel to live in security, according to the principle of the two-state solution. He himself described his attitude towards Israel and the Arab-Palestinian world as one of “equivicinanza”, conveying the idea of “equidistance” or “balanced proximity”.
GIULIO ANDREOTTI ARCHIVE SOURCES
prac. 312 Israele e Palestina
prac. 323 Stati Uniti d’America
prac. 1066 Arabia Saudita
prac. 1357 Libano
prac. 1968 Siria
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