Giulio Andreotti – Chronological biography


Giulio Andreotti – Biografia cronologica
| 14 gennaio 1919 | Giulio Andreotti nasce a Roma, terzogenito di Filippo, maestro elementare, e di Rosa Falasca. |
| 1937 | Conseguita la maturità classica al Liceo Torquato Tasso, si iscrive alla Facoltà di giurisprudenza dell’Università La Sapienza di Roma e aderisce alla FUCI (Federazione universitaria cattolica italiana), del cui settimanale “Azione fucina” diviene condirettore. Si laurea nel 1941 con una tesi in diritto canonico. |
| 1942 | Per decisione di Pio XII, subentra ad Aldo Moro nella presidenza della FUCI (Federazione universitaria cattolica italiana), che mantiene fino al 1944. Conosce Alcide De Gasperi e, invitato da questo e da Guido Gonella, partecipa alla fondazione della Democrazia cristiana clandestina. |
| 1944 | La Direzione della Democrazia cristiana lo nomina delegato nazionale del Movimento giovanile, incarico conservato fino al 1947. È assunto come redattore politico de “Il Popolo”. |
| 1945 | De Gasperi lo include fra i componenti della Consulta nazionale. |
| 1946 | Viene eletto deputato all’Assemblea costituente. |
| 1947-1954 | È sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri dei Governi De Gasperi IV, V, VI, VII e VIII e Pella. |
| 1948 | È eletto deputato della prima legislatura per la circoscrizione di Roma-Latina-Viterbo-Frosinone, seggio che manterrà ininterrottamente fino al 1991. Nel 1972 verrà eletto anche nella circoscrizione Napoli-Caserta. |
| 1954 | È ministro delle Finanze dei Governi Segni I e Zoli. |
| 1958 | Il CONI (Comitato olimpico nazionale italiano) gli affida la presidenza del Comitato organizzatore dei Giochi olimpici di Roma 1960. |
| 1958-1959 | È ministro del Tesoro del Governo Fanfani II. |
| 1959-1966 | È ministro della Difesa dei Governi Segni II, Tambroni, Fanfani III e IV, Leone I, Moro I e II. |
| 1966-1968 | È ministro dell’Industria e del commercio dei Governi Moro III e Leone II. |
| 1968-1972 | Viene eletto presidente del Gruppo parlamentare democristiano della Camera dei deputati. Nel 1970, entrato in crisi il Governo Rumor III, riceve l’incarico di formare un nuovo esecutivo ma il tentativo fallisce. |
| 1972 | È presidente del Consiglio dei ministri (Governo Andreotti I, che non ottiene la fiducia del Parlamento). |
| 1972-1973 | È presidente del Consiglio dei ministri (Governo Andreotti II). |
| 1973-1974 | È presidente della Commissione Affari esteri, emigrazione della Camera dei deputati. |
| 1974 | È ministro della Difesa del Governo Rumor V. Diventa membro della Rappresentanza italiana al Parlamento europeo. |
| 1974-1976 | È ministro del Bilancio e della programmazione economica dei Governi Moro IV e V. Nel Governo Moro IV è anche ministro senza portafoglio per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno. |
| 1976 | Viene eletto al Consiglio comunale di Roma. |
| 1976-1978 | È presidente del Consiglio dei ministri (Governo Andreotti III di solidarietà nazionale o della “non sfiducia”). |
| 1978-1979 | È presidente del Consiglio dei ministri (Governo Andreotti IV). |
| 1979 | È presidente del Consiglio dei ministri (Governo Andreotti V, che non ottiene la fiducia del Parlamento); è ministro ad interim del Bilancio e la programmazione economica e per i Beni culturali e ambientali (dal 15 luglio al 4 agosto). |
| 1979-1983 | È presidente della Commissione Affari esteri, emigrazione della Camera dei deputati. Dal 1979 al 1994 è inoltre presidente del Gruppo italiano dell’Unione interparlamentare. |
| 1983-1989 | È ministro degli Affari esteri dei Governi Craxi I e II, Fanfani VI, Goria, De Mita. |
| 1989-1991 | È presidente del Consiglio dei ministri (Governo Andreotti VI); è ministro ad interim delle Partecipazioni statali (dal 28 dicembre 1990). |
| 1991 | Il presidente della Repubblica Francesco Cossiga lo nomina senatore a vita. |
| 1991-1992 | È presidente del Consiglio dei ministri (Governo Andreotti VII); è ministro ad interim delle Partecipazioni statali e per i Beni culturali e ambientali (dal 13 aprile 1991). |
| 1992-1994 | Fa parte della delegazione parlamentare italiana presso le assemblee del Consiglio d’Europa e della UEO (Unione europea occidentale). |
| 1993 | Vengono richieste nei suoi confronti due autorizzazioni a procedere: dalla Procura di Palermo per “associazione per delinquere di tipo mafioso” e dalla Procura di Perugia per l’assassinio del giornalista Mino Pecorelli. Andreotti stesso sollecita dal Senato della Repubblica la concessione dell’autorizzazione a procedere, ribadendo la propria innocenza e ricordando le forti iniziative contro la mafia da lui assunte quale capo del Governo. |
| 1996-2001 2006-2008 | È membro della delegazione parlamentare italiana presso l’Assemblea dell’OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa). |
| 2003 | Il procedimento di Perugia si conclude, dopo l’assoluzione in primo grado e la condanna in Appello, con la definitiva assoluzione della Cassazione per non aver commesso il fatto. |
| 2004 | Si conclude con il verdetto della Cassazione il procedimento di Palermo, dopo la sentenza di assoluzione per insussistenza del fatto in primo grado e quella della Corte d’appello che confermava l’assoluzione per i fatti successivi al 1980 e asseriva la responsabilità dell’imputato per quelli anteriori a tale data, pur dichiarandoli prescritti. La Cassazione conferma la sentenza di Appello, precisando tuttavia che la ricostruzione e la valutazione dei singoli episodi da parte della Corte d’appello è “stata effettuata in base ad apprezzamenti ed interpretazioni che possono anche non essere condivise”, e alle quali “sono contrapponibili altre dotate di uguale forza logica”. |
| 6 maggio 2013 | Muore nella sua casa di Corso Vittorio a Roma. |
English version
| January 14, 1919 | Giulio Andreotti was born in Rome, the third son of Filippo, an elementary school teacher, and Rosa Falasca. |
| 1937 | Having obtained his classical high school diploma at the Torquato Tasso High School, he enrolled in the Faculty of Law at the La Sapienza University of Rome and joined the FUCI (Italian Catholic University Federation), of whose weekly magazine “Azione fucina” he became co-director. He graduated in 1941 with a thesis in canon law. |
| 1942 | By decision of Pius XII, he took over from Aldo Moro as president of the FUCI (Italian Catholic University Federation), which he held until 1944. He met Alcide De Gasperi and, invited by him and Guido Gonella, participated in the foundation of the clandestine Christian Democracy. |
| 1944 | The Directorate of Christian Democracy appointed him national delegate of the Youth Movement, a position he retained until 1947. He was hired as political editor of “Il Popolo”. |
| 1945 | De Gasperi includes him among the members of the National Council. |
| 1946 | He is elected deputy to the Constituent Assembly. |
| 1947-1954 | He is undersecretary to the Presidency of the Council of Ministers of the De Gasperi IV, V, VI, VII and VIII Governments and Pella. |
| 1948 | He was elected deputy of the first legislature for the Rome-Latina-Viterbo-Frosinone constituency, a seat he would hold continuously until 1991. In 1972 he was also elected in the Naples-Caserta constituency. |
| 1954 | He is appointed Minister of the Interior of the Fanfani I government. |
| 1958 | Il CONI (Comitato olimpico nazionale italiano) gli affida la presidenza del Comitato organizzatore dei Giochi olimpici di Roma 1960. |
| 1958-1959 | He is Treasury Minister of the Fanfani II Government. |
| 1959-1966 | He is Minister of Defense of the Segni II, Tambroni, Fanfani III and IV, Leone I, Moro I and II governments. |
| 1966-1968 | He is Minister of Industry and Commerce of the Moro III and Leone II governments. |
| 1968-1972 | He is elected president of the Christian Democratic parliamentary group of the Chamber of Deputies. In 1970, when the Rumor III Government entered into crisis, it received the task of forming a new executive but the attempt failed. |
| 1972 | He is president of the Council of Ministers (Andreotti I Government, which does not obtain the confidence of Parliament). |
| 1972-1973 | He is president of the Council of Ministers (Andreotti II Government). |
| 1973-1974 | He is president of the Foreign Affairs and Emigration Commission of the Chamber of Deputies. |
| 1974 | He is Defense Minister of the Rumor V Government. Becomes a member of the Italian Representation in the European Parliament. |
| 1974-1976 | He is minister of budget and economic planning in the Moro IV and V governments. In the Moro IV government he is also minister without portfolio for extraordinary interventions in the South. |
| 1976 | He is elected to the Rome City Council. |
| 1976-1978 | Council of Ministers (Andreotti III Government of national solidarity or “no mostrust”). |
| 1978-1979 | He is president of the Council of Ministers (Andreotti IV Government). |
| 1979 | He is president of the Council of Ministers (Andreotti V Government, which does not obtain the confidence of Parliament); he is interim minister of the Budget and Economic Planning and for Cultural and Environmental Heritage (from 15 July to 4 August). |
| 1979-1983 | He is president of the Foreign Affairs and Emigration Commission of the Chamber of Deputies. From 1979 to 1994 he was also president of the Italian Group of the Interparliamentary Union. |
| 1983-1989 | He is Minister of Foreign Affairs of the Craxi I and II, Fanfani VI, Goria and De Mita governments. |
| 1989-1991 | He is president of the Council of Ministers (Andreotti VI Government); he is interim minister of State Holdings (since 28 December 1990). |
| 1991 | The President of the Republic Francesco Cossiga appoints him senator for life. |
| 1991-1992 | He is president of the Council of Ministers (Andreotti VII Government); he is interim minister of State Holdings and for Cultural and Environmental Heritage (since 13 April 1991). |
| 1992-1994 | He is part of the Italian parliamentary delegation to the assemblies of the Council of Europe and the WEU (Western European Union). |
| 1993 | Two authorizations to proceed are requested against him: by the Palermo Prosecutor’s Office for “mafia-type criminal association” and by the Perugia Prosecutor’s Office for the murder of the journalist Mino Pecorelli. Andreotti himself asks the Senate of the Republic to grant authorization to proceed, reiterating his innocence and recalling the strong initiatives against the mafia taken by him as head of the Government. |
| 1996-2001 2006-2008 | He is a member of the Italian parliamentary delegation to the OSCE Assembly (Organization for Security and Co-operation in Europe). |
| 2003 | The Perugia proceedings conclude, after the acquittal at first instance and the conviction on appeal, with the definitive acquittal of the Supreme Court for not having committed the crime. |
| 2004 | The Palermo proceedings conclude with the verdict of the Cassation, after the sentence of acquittal for non-existence of the fact at first instance and that of the Court of Appeal which confirmed the acquittal for the facts subsequent to 1980 and asserted the responsibility of the accused for those prior to that date, while declaring them prescribed. The Court of Cassation confirms the sentence of Appeal, specifying however that the reconstruction and evaluation of the individual episodes by the Court of Appeal was “carried out on the basis of assessments and interpretations which may not even be shared”, and which “can be contrasted others endowed with equal logical force”. |
| May 6, 2013 | He died in his home in Corso Vittorio in Rome. |
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