DIPLOMACY WITHOUT BORDERS – Without borders


Vignette
1. Rombaccio, “Rombo”, 15 aprile 1986
2. Giorgio Forattini, “La Repubblica”, 8 dicembre 1976
3. Giorgio Forattini, “La Repubblica”, 17 dicembre 1976
4. Giorgio Forattini, “La Repubblica”, 26 settembre 1981
5. Emilio Giannelli, “La Repubblica”, 21 dicembre 1984
6. Ugo Marantonio, “Il Giornale”, 22 dicembre 1984
Personaggi presenti nelle vignette
Giulio Andreotti, ministro degli Affari esteri (nn. 1, 5-6), presidente del Consiglio dei ministri (nn. 2-3), presidente del Gruppo italiano dell’Unione interparlamentare (n. 4)
Mu’ammar Gheddafi, leader e guida della Libia (n. 1)
Bettino Craxi, presidente del Consiglio dei ministri (n. 1)
Ronald W. Reagan, presidente degli Stati Uniti d’America (n. 1)
Yasser Arafat, presidente dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (n. 1)
Michail Gorbačёv, segretario del Partito comunista e presidente dell’Unione Sovietica (n. 1)
Augusto Pinochet, presidente della Repubblica del Cile (n. 3)
Wojciech Jaruzelski, primo ministro della Repubblica Popolare di Polonia (nn. 5-6)
Contesto
Secondo l’insegnamento di Alcide De Gasperi, Giulio Andreotti maturò fin dagli anni giovanili la convinzione che l’Italia, modesta potenza economica, legata alle importazioni dall’estero, troppo debole per difendersi da sola, avesse un interesse primario a non estraniarsi dalla politica internazionale. Così, aiutato da una straordinaria capacità d’intessere relazioni personali e collegamenti internazionali a tutto campo, mirò a giocare in ogni parte del mondo il ruolo di operatore di pace e di tutela dei diritti umani, anche a prezzo di scelte controcorrente e controverse.
Ne è un esempio il consenso accordato nel 1976 alla squadra italiana di partecipare alla finale della Coppa Davis in Cile, allora sotto la dittatura di Augusto Pinochet, nonostante il parere contrario di numerosi gruppi politici, soprattutto di sinistra. Grazie a quella partecipazione, la diplomazia italiana riuscì a ottenere la liberazione di alcuni prigionieri politici.
Altri esempi furono nel 1981 gli amichevoli incontri con il leader cubano Fidel Castro durante la riunione dell’Unione interparlamentare all’Avana e nel 1984 il viaggio in Polonia, ancora in regime comunista, nel quadro di un sostegno alla politica di cooperazione e sicurezza europea sancita dall’Atto di Helsinki.
Fonti presso l’Archivio Giulio Andreotti
prat. 305 Cile
prat. 318 Polonia
prat. 1805 Cuba
Visita l’Archivio Giulio Andreotti
English version
1. Rombaccio, “Rombo”, 15 April 1986
2. Giorgio Forattini, “La Repubblica”, 8 December 1976
3. Giorgio Forattini, “La Repubblica”, 17 December 1976
4. Giorgio Forattini, “La Repubblica”, 26 September 1981
5. Emilio Giannelli, “La Repubblica”, 21 December 1984
6. Ugo Marantonio, “Il Giornale”, 22 December 1984
CHARACTERS FEATURED IN THE SATIRICAL VIGNETTES
Giulio Andreotti, Minister of Foreign Affairs (nos. 1, 5-6); President of the Council of Ministers (nos. 2-3); President of the Italian Group of the Interparliamentary Union (n. 4)
Mu’ammar Gaddafi, leader and guide of Libya (n. 1)
Bettino Craxi, president of the Council of Ministers (n. 1)
Ronald W. Reagan, President of the United States of America (No. 1) Yasser Arafat, President of the Palestine Liberation Organization (No. 1)
Mikhail Gorbachev, secretary of the Communist Party and president of the Soviet Union (n. 1)
Augusto Pinochet, President of the Republic of Chile (n. 3)
Wojciech Jaruzelski, Prime Minister of the People’s Republic of Poland (nos. 5-6)
CONTEXT
According to the teachings of Alcide De Gasperi, since his youth Giulio Andreotti developed the conviction that Italy, a modest economic power, bound to imports from abroad, too weak to defend itself on its own, had a primary interest in not distancing itself from international politics. Thus, aided by an extraordinary ability to weave personal relationships and international connections across the board, he aimed to play the role of peacemaker and human rights protector in every part of the world, even at the cost of counter-current and controversial choices.
An example of this is the consent given in 1976 to the Italian team to participate in the Davis Cup final in Chile, then under the dictatorship of Augusto Pinochet, despite the contrary opinion of numerous political groups, especially of the left. Thanks to that participation, Italian diplomacy managed to obtain the release of some political prisoners.
Other examples were in 1981 the friendly meetings with the Cuban leader Fidel Castro during the meeting of the Inter- Parliamentary Union in Havana and in 1984 the trip to Poland, still under communist regime, in the framework of support for the European cooperation and security policy sanctioned by the Helsinki Act.
GIULIO ANDREOTTI ARCHIVE SOURCES
prac. 305 Chile
prac. 318 Poland
prac. 1805 Cuba
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