Pubblichiamo uno scritto di Andreotti sui rapporti tra l'Ucraina e l'Unione Europea. Il documento è tratto dalla serie URSS, in corso di ordinamento.

Consulta la sezione dedicata all'Archivio Andreotti.


Trascrizione del documento di Giulio Andreotti, 17 settembre 1990

IMPORTANZA DELL'UCRAINA

La ratifica dell'accordo che estende ai tre ultimi paesi entrati nell'Unione Europea la "cooperazione" con l'Ucraina ha offerto l'occasione alla Commissione esteri del Senato per soffermarsi a sottolineare l'importanza di questa Repubblica dell'ex Unione Sovietica che ha dimostrato una grande capacità nella costruzione del modello post-comunista, fatto che purtroppo non si riscontra in tutti gli altri pezzi del vecchio mosaico dell'Est. Affrancatisi dalle responsabilità nucleari in campo militare e rimediando come possibili alle code della deprecata centrale elettrica di Chernobyl, gli ucraini si sono dedicati alla ricerca di un assetto economico sostenibile e a negoziare un modus vivendi con la Russia, compresa la divisione consensuale della flotta del Mar nero e la configurazione di uno statuto speciale per la città di Sebastopoli.

E' interessante notare come anche i Paesi baltici, che non confinano con l'Ucraina, ne seguono con estrema attenzione gli sviluppi, considerando l'indipendenza e la normalità di vita dell'Ucraina stessa essenziali anche per loro.

Nella strana prassi del dopoguerra per avere un voto in più all'ONU Mosca aveva ottenuto che due Repubbliche, tra cui appunto l'Ucraina, fossero classificate come stati sovrani. C'è però un sottofondo che non era solo tattico. Gli ucraini volevano non essere accodati al resto dell'Unione ed avevano spinto loro per questa promozione internazionale. Del resto quando venne in visita ufficiale in Italia il Presidente dell'URSS Podgornj tenne a dichiarare di essere non russo (nell'uso corrente noi usavamo l'aggettivo russo come sinonimo di sovietico) ma ucraino.

Confesso che allora non capii bene questa insistenza.

Visitai nel 1972 Kiev e sentii rimarcare con forza che hanno in comune con Roma sette colli. Era un messaggio, a futura memoria.

A parte non irrilevanti interessi economici italo-ucraini da coltivare, vi è un campo culturale molto ampio in cui dobbiamo unire energie, ricerche e programmi.

L'Ucraina: zona di frontiera anche verso i paesi dell'URSS che aspirano ad entrare nell'Unione Europea. Ma forse un giorno anche loro …

Per il momento dobbiamo coordinare con cura la nostra comune appartenenza all'O.S.C.E.



Altre notizie in Istituto Luigi Sturzo