Il manifesto dei giuristi

(da Ritorno al diritto. I valori della convivenza, n. 1, gennaio 2005. Per un rinascimento dello studio giuridico)


La rivista si rivolge ai giuristi perché la società attuale è complessa. Il ragionamento giuridico che occorre per regolarla non può essere semplificato, come veniva fatto fino a ieri, con le tecniche di esegesi della legge, costruzione sistematica, valutazione del diritto positivo escludendo dalla problematica giuridica la giustizia della attuazione del diritto. L'autoreferenzialità (Isolierung, nella terminologia tedesca) della scienza giuridica ha messo i giuristi in un vicolo cieco. Oggi la difficoltà di usare efficacemente il diritto è percepita da molti, giuristi e non giuristi. Questa rivista si rivolge ai giuristi invitandoli, come indicato nel manifesto, a cambiare i punti di riferimento del ragionamento giuridico.

In particolare, nei confronti del diritto fiorito nell'Ottocento e posto in difficoltà dalle vicende del Novecento, questa rivista invita a riconsiderare i valori della convivenza elaborati in tale diritto.

La base perché il giurista ponga ordine nello scardinamento attuale del diritto borghese classico è la dignità dell'uomo. Occorre, pertanto, distinguere la continuità dei valori, qualità dell'esistenza, dalla continuità delle organizzazioni, formazioni del potere. Nel Novecento è fallita la prospettiva che un mutamento di organizzazione del potere o di coscienza collettiva per l'esercizio del potere, ovvero la rivoluzione, cambiasse la società. «Solo un Dio ci può salvare», concluse Heidegger. L'alternativa è che si prenda coscienza: se l'uomo si vuole salvare, deve mutare i comportamenti etici nell'organizzazione sociale. Di conseguenza, il diritto deve essere usato con valutazione giuridica fondata sull'etica. Agli attuali giuristi occorre mostrare la distinzione e il conflitto fra conservatori che usano il "metodo giuridico" e innovatori in criterio e metodo della valutazione giuridica.

Inoltre questa rivista si rivolge ai non giuristi che ambiscono a capire le possibilità di uso del diritto oggi, perché la funzione del giurista è elaborare idee che è la società a valutare, accettare, attuare. Non c'è oggi un Principe che il giurista possa consigliare, aiutare, servire. Non c'è neppure, come sperarono i vetero marxisti, una singola classe sociale rispetto alla quale egli potesse fungere da avanguardia o grillo parlante. La bontà dell'elaborazione giuridica è percepire ciò che cambia nella storia e adeguare la descrizione delle forme di uso del diritto alle esigenze della coscienza sociale. La rivista si rivolge anche ai non giuristi che percepiscano differenze nelle qualità di esistenza e il problema della giustizia nell'uso del diritto, che colleghino valori e scelte esistenziali.

Il nome della rivista è preso dal titolo del manifesto. Esso è stato scelto per indicare che il diritto non è stato sempre quello che oggi è correntemente chiamato tale, non solo dai non giuristi ma anche dai giuristi del diritto borghese. Infatti, il diritto non è stato sempre dipendente dalle decisioni di potere del legislatore.

Per tradizione millenaria, offuscata da alcuni secoli di dipendenza dei giuristi dal legislatore, esso è stata valutazione secondo giustizia data per valori etici di convivenza vissuti dalla comunità. Tale vorremmo che tomi ad essere, perché ciò è necessario per dare una regolazione adeguata alla complessità della società attuale. Non si tratta di cambiare il diritto, si tratta di cambiare il suo uso.

Ritorno al diritto è un recupero di cultura giuridica, basato sulla storia, che le condizioni materiali maturate negli ultimi decenni impongono al giurista, e rendono opportuno al non giurista comprendere e condividere.


La rivista, edita da Franco Angeli, fondata da Federico Spantigati e Giuliano Crifò, è diretta da Giuliano Crifò e si avvale del lavoro di un Comitato scientifico, composta da:  Simona Andrini, Gregorio Arena, Giuseppe Benedetti, Andrea Bixio, Vincenzo Buonocore, Paolo Benvenuti, Giorgio Berti, Umberto Breccia, Francesco Cerrone, A. Antonio Cervati, Nicola Colaianni, Pasquale Colella, Victor Crescenzi, Giuliano Crifò, Achille de Nitto, Carlo Desideri, Alfredo Gaito, Lucio Lanfranchi, Sergio Lariccia, Flavia Lattanzi, Nicolò Lipari, Andrea Manzella, Sergio Marchisio, Generoso Melillo, Carlo Mosca, Antonio Nasi, Sergio Panunzio †, Cesare Pinelli, Pietro Rescigno, Paolo Ridola, Federico Roselli, Cesare Ruperto, Enrico Spagnesi, Federico Spantigati †, Mario Tedeschi, Umberto Vincenti, Gustavo Zagrebelsky, Francesco Zanchini.

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